Guadagnare con Adsense: questione di… ragionamento

Come guadagnare con Adsense

Il primo articolo didattico del mio blog personale, non è scelto a caso. Ti ho già confidato, all’interno della  presentazione della mia sezione Guadagnar e lavorare online, che il primo imprinting con il “Web per professione” è datato 2006, quando inconsapevolmente ero stato capace di generare non poche pagine viste con un blog Msn Live Spaces, senza esser in grado di riuscire a monetizzarle per ripagare il tempo e gli sforzi protratti per la gestione di quello che per me era un semplice passatempo editoriale.

Questo perché non ho creduto alla possibilità di poter guadagnare grazie al web, e non avevo avuto l’intuizione e la lungimiranza di conoscere, studiare e testare Google Adsense.

Cos’è Google Adsense

Non so se sei atterrato in questa pagina con una query di ricerca mirata a comprendere subito come guadagnare con Adsense, oppure perché spinto dalla curiosità dopo aver buttato l’occhio su questo articolo da qualche social network.

Pay per click

Per te che non sai cos’è Google Adsense, devi sapere che esso è il programma pubblicitario ufficiale di Google, attraverso il quale potrai guadagnare soldi esponendo principalmente banner, ma anche link testuali ed altri elementi pubblicitari sui tuoi siti web attivi e trafficati (NB: non ti parlo in questa sede di Adsense per i video e per i giochi).

Se non hai ancora un sito, magari un blog, oppure non hai ancora traffico a sufficienza ti consiglio di dare uno sguardo alle sezioni Blogging e SEO.

Il guadagno che potrai generare è direttamente collegato dalla quantità di click e/o impressioni che i tuoi utenti decideranno di produrre sugli annunci pubblicitari presenti sul tuo sito web.

Figo vero? Attrai traffico, spari banner e per te si aprono le porte del successo economico e sociale!

Dollaro
Lo sguardo del buon Ben, la dice lunga

Non è così, anzi ti dico da subito che guadagnare con Adsense è fortemente difficile per la mole di variabili in gioco, competenze, tempo e pazienza necessaria a capire come rendere davvero profittevole il sistema.

Ma niente paura. Continua a leggere, e cerca di sforzarti ad elaborare e far tue le informazioni che troverai in questo contenuto.

Perchè scegliere Adsense

Sul web se ne leggono di tutti i colori: chi ti dice che ci sono circuiti pubblicitari più remunerativi, chi ancora asserisce che con Adsense devi lavorare troppo, chi si lamenta che i guadagni non sono più quelli di una volta, e chi proprio non riesce ad accettare remunerazioni per click davvero a cifre ridicole.

Il bello sai qual’è? Che ognuna di queste cose è vera.

Obama risata

Se non stai attento, e se non studi l’ecosistema di riferimento rischi di gettare tempo, soldi, fatica e non produrre neanche 50,00 euro per pagare la bolletta della connessione ad internet.

Di contro, se sei disposto ad investire il tuo tempo e fare esercizio mentale sulle informazioni preziose che troverai sul web e spero anche in questo articolo, fidati che sono convinto riuscirai a pagare almeno il mutuo o l’affitto di casa.

Perchè  allora dovresti scegliere Adsense come forma di guadagno online? Vediamo i punti a mio avviso più importanti:

  • Perchè è sicuro. Cosa c’è di più stabile e serio di un circuito pubblicitario con dietro la multinazionale per eccellenza dei servizi online con oltre 74 miliardi di dollari di fatturato dichiarati nel 2015?
  • Perchè paga puntuale. Crollasse il mondo entro il 23 di ogni mese il bonifico di Google è automatico e puntuale. Molto di più del network di pinco pallino da 1 euro a click, che dalla sera alla mattina potrebbe fallire, e probabilmente anche del tuo stipendio da lavoratore o imprenditore.
  • Perchè è facile da utilizzare e configurare. Google mette a disposizione guide e documentazioni che vanno dalla semplice installazione a consigli di ottimizzazione per gli utenti più esperti. Proprio per questo, qui non mi preoccuperò spiegarti elementi basiliari quali iscrizione, attivazione account e configurazione, ma ti invito a leggere ed imparare a mo di esame universitario le risorse messe a disposizione e nel mentre sforzarti di ragionare e capire come fare per poter fare soldi con Google Adsense.
  • Perchè, che se ne dica, ci sono ancora nicchie e settori inesplorati che possono essere remunerative
  • Perchè se hai strategia, metodo ma anche fortuna puoi generare una rendita economica più o meno passiva a vita grazie ai banner di Google.

In definitiva, sono convinto che nonostante tutto, ci sono ancora più lati positivi che negativi che dovrebbero invogliarti a studiare e fare di tutto per monetizzare grazie ad Adsense.

Aspetti negativi ed errori più comuni

Ti dicevo poc’anzi che molte persone si lamentano che non riescono a guadagnare con Adsense o peggio, non ci riescono più come invece erano capaci di fare fino a qualche quinquennio addietro.

Non si guadagna più con Adsense?

Di sicuro la maggiore accessibilità ai mezzi tecnologici, la diffusione delle informazioni e tante altre variabili sociali ed economiche hanno portato online molti più attori che gioco-forza erodono quote di presenza, traffico e relativi spazi pubblicitari. Questo si traduce in più concorrenza, e meno remunerazione dei click

Altra piaga che purtroppo da anni sta affliggendo il settore è Adblock, (ti segnalo a proposito due ottimi contribuiti dei colleghi Elio Amato e Alessandro Giagnoli a riguardo) con sempre più utenti che scelgono di inibire la visualizzazione degli annunci con logiche ripercussioni economiche per Blogger ed editori digitali.

Guadagnare con Adsense: consigli indispensabili per partire col piede giusto

Se hai intenzione di rendere profittevole l’investimento (perchè di investimento si tratta) con Adsense ho alcuni consigli da darti:

  • Non aspettarti di guadagnare subito: tra il tempo e le operazioni necessarie per aumentare il traffico, ed il periodo di test ed ottimizzazione degli annunci possono volerci 9-24 mesi per rendere profittevoli le revenue prodotti dai click sugli annunci.
  • Impara come la Bibbia il regolamento e le norme sulla qualità: sappi che Adsense è molto (ma dico molto) restrittivo e non transige sui propri punti. Pertanto segui alla lettera quanto viene indicato e non farti bannare, perchè raramente ti sarà concessa una seconda possibilità.
  • Resta aggiornato grazie a forum e blog di settore. Ce ne sono ottimi anche di italiani, come ad esempio monetizzare.com
  • Non scegliere settori troppo affollati, generalisti ed iper competitivi: fidati, è completamente inutile ed anche se riuscissi a rientrare nell’investimento probabilmente il tempo impiegato non avrà comunque ripagato i tuoi sforzi.
  • Centellina il centesimo e mantieni bassi i costi in fase di start up: questo sia che devi delegare task ad attori terzi (articolisti, grafici, etc…) sia se devi fare tutto da solo. Nell’ultimo caso anche e sopratutto il tempo è denaro, pertanto concediti sempre spazio di manovra che ti consenta di guadagnarti reddito nel mentre stai facendo decollare i tuoi progetti.
  • Di contro, investi in dotazione ed infrastrutture: non lesinare sull’acquisto del tema, appoggiati ad un hosting stabile e performante, e con un ottimo servizio di assistenza clienti che ti faciliti la strada quando ti auguro sarai costretto a fare upgrade verso soluzioni ancora più potenti. Questi sono errori che fanno in tanti, e li ha fatti anche il sottoscritto.
  • Acquista e studia come se non ci fosse un domani Copywriting, Html livello base, regole di formattazione e UX, SEO per Blogging (te ne parlerò anche io, se sceglierai di continuare a seguirmi). Fidati, se non ti metti di impegno, lascia perdere perchè non andrai da nessuna parte.
  • Impara ad utilizzare WordPress, presumo sarà quella la piattaforma che utilizzerai o già stai utilizzando per il tuo blog.

Quali settori scegliere e da quali fuggire

Se credi ti stia rivelando un segreto ti sbagli di grosso: basta fare una ricerca superficiale su Google e scoprirai che le nicchie più remunerative sono (e credo saranno) sempre quelle legate all’economia e alla finanza, hosting e infrastrutture di rete, alcuni settori collegati a Salute e benessere.

Tutto ok, se non fosse che, come già ti ho anticipato sopra, sono settori ultra competitivi, dove dovrai sgobbare non poco per emergere e neanche è detto ci riuscirai se non sarai in grado di superare il vantaggio competitivo acquisito dai competitors nel frattempo diventati sempre più forti e famosi.

In questo caso, il mio consiglio personale è quello di trovare e specializzarti in micro-settori correlati, veicolando il giusto tempo alla ricerca di nicchie ben definite, non generaliste e non troppo affollate, allo stesso tempo con volumi di traffico accettabili.

Homer

Troppo difficile?!? Da quanto imparare un mestiere e fare soldi è facile?

La notizia positiva è che ti posso garantire che ci sono tanti, ma tanti, settori dove ancora c’è spazio ed altri ancora totalmente scoperti.

Ti do poi un secondo consiglio: prendi in ipotesi la scelta di un settore dove giocano ruolo fondamentale le competenze primarie, e dove non tutti (articolisti in primis) hanno le capacità e il background di sviluppare contenuti idonei per quella nicchia.

Passiamo al versante opposto, quello delle nicchie dove difficilmente riuscirai a ricavare qualcosa a meno che tu non faccia vagonate di visite, ed a mio avviso sarà comunque sempre troppo poco rispetto al traffico che sarai stato in grado di produrre.

Senza mezzi termini, credo che settori come Calcio, Intrattenimento, News e attualità, Cultura, e tanti tanti altri ancora purtroppo non sono abbastanza monetizzabili con il sistema di pubblicità di Google.

Operazione Make Money with Adsense: qual’è il ragionamento da fare (secondo me)

Siamo arrivati quasi alla fine di questa guida, ma ti ribadisco un concetto palesato all’inizio di tutto: non sono in grado e non mi interessa rivelarti segreti (sono egoista, nel caso li avrei tenuti per me 🙂 ) quanto piuttosto farti ragionare sulle strategie da intraprendere per poter guadagnare con Adsense.

Ti espongo quindi una serie di considerazioni personali ed esclusive, frutto della mia esperienza, che ti chiedo la cortesia di prendere come tali, liberamente sconfessabili da qualcuno più bravo di me, insomma tutt’altro che verità assolute.

  • Elemento strategico da tenere in considerazione è l’RPM (se non sai cos’è usa Google o leggi la documentazione ufficiale di Adsense). Esso viene determinato chiaramente dal settore di riferimento, pertanto una pagina che tratta di economia avrà un RPM sicuramente più alto rispetto ad una notizia di cronaca politica. Quello che probabilmente ignori (lo facevo anche io) è che anche elementi strutturali e di contenuto funzionali per l’esperienza degli utenti e in grado di generare valore aggiunto, possono giovare all’RPM. In questo senso, un sito veloce e performante rischia di essere premiato rispetto ad una macchina più lenta. Ancora, contenuti di qualità detengono più valore rispetto ad articoli da 4 soldi, scritti senza ne arte e ne parte.
  • Sempre in tema di contenuti, tutti (ma dico tutti) i siti con RPM alto che mi sono capitati di vedere avevano come Core, un intento didattico piuttosto che informativo fine a se stesso. In questo senso credo che l’equazione più risposte, più aiuto per l’utente, uguale valorizzazione economica della pagina possa avere un senso.
  • Prendi consapevolezza che c’è un pubblico più propenso al click ed un altro che sebbene troverà l’annuncio ad hoc per la propria necessità del momento, procederà a visitare la pagina di interesse senza fare click sul tuo annuncio per il gusto sadico di non riconoscerti la revenue. Rientrano in questa categoria il pubblico tecnologico ed informatico, mentre tra quelli più “spendaccioni” troviamo pubblico poco istruito e/o  fortemente bisognoso di risolvere un problema (es. salute, problemi finanziari)
  • Considera che i banner dove generalmente si concentrano gli investimenti sono i formati 300×250, 336×280, 160×600, pertanto potresti/dovresti trovare inserzionisti disposti a riconoscerti click maggiori.
  • Altra consapevolezza che ti invito a fare è che la gente tende ad assuefarsi ai banner. In questo senso prendi l’abitudine a rendere quanto più naturale possibile il posizionamento, procedi a fare A/B test per verificare il rendimento attraverso il monitoraggio del CTR, non trascurare gli insiemi di link che, ti posso garantire, funzionano!
  • Evita posizionamenti aggressivi e click fraudolenti: se non vieni bannato, stai sicuro che ti sporcano il CTR.

Siamo arrivati alla fine. Oltre 2000 parole per spiegarti cos’è e come poter generare guadagno grazie ai banner made in Google.

Sono ben consapevole che la strada per vincere non termina qui con la lettura di questo articolo, e che sia io che tu ne dovremmo mangiare di polvere prima di poter accrescere i nostri profitti.

Mi auguro tuttavia che questo contributo possa averti dato spunti di riflessione e valore in grado di farti vedere sotto una luce diversa la questione, e magari tra qualche mese potremmo sentirci e scambiare opinioni e critiche costruttive su quanto ti siano stati utili questi consigli per i tuoi progetti.

Se ti fa piacere testimoniare le tue impressioni con un commento, sappi che è sempre ben accetto. Nel mentre, ti do appuntamento al prossimo articolo sul mio blog!

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Angelo Vargiu
Angelo Vargiu
Consulente SEO & Titolare Get Optimized
Ciao! Sono Angelo Vargiu e mi occupo di SEO orientato all'aumento del traffico organico qualificato.
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